4 Marzo 2021

Progetto Zona Luce nelle carceri minorili di tutta Italia

Si è concluso il 2 Marzo, la prima esperienza di Zona Luce, il progetto sviluppato dalla FIGC e dalla Fondazione Scholas Occurrentes nell’ambito della collaborazione avviata nel 2020 per favorire attività finalizzate all’integrazione e alla riabilitazione per quelle categorie in condizioni di disagio o emarginazione, con lo scopo di tutelare e rafforzare il valore educativo, morale e culturale del calcio.

Una prima iniziativa, destinata agli operatori di polizia penitenziaria e ai detenuti del carcere minorile di Nisida, che si colloca all’interno della macro area Rete Social Football della Federazione, e articolata attraverso un percorso per la formazione di istruttori sportivi, con l’obiettivo di trasferire ai destinatari le necessarie competenze per poter proseguire un’attività nel mondo del calcio a fine pena.

Dopo i dieci incontri, svolti sotto la guida dello staff tecnico FIGC-Scholas, attraverso un programma mirato e condiviso, e in piena sinergia con la struttura carceraria, in occasione dell’inaugurazione del campo da calcio di Nisida, si è dato luogo alla consegna degli attestati di partecipazione alla presenza del Prefetto di Napoli, Marco Valentini, del Direttore dell’istituto penitenziario, Gianluca Guida, del Presidente del Settore Giovanile e Scolastico, Vito Tisci, del Presidente del Comitato Regionale LND, Carmine Zigarelli, della Coordinatrice di Scholas Italia, Alessandra Graziosi e del Coordinatore SGS Campania, Giuseppe Madonna.

Molte persone libere vivono chiuse in se stesse – ha dichiarato José María del Corral, Direttore Mondiale Scholas – altre invece conquistano la loro libertà scoprendo il Significato e la Bellezza interiore“.

Zona Luce è un progetto di grande valore e significato – ha dichiarato il Presidente SGS, Vito Tiscie rappresenta l’attenzione e l’impegno della Federazione sulle tematiche sociali e destinate ai giovani”.

Il progetto Zona Luce ha visto  la partecipazione anche dell’Alta Scuola di Psicologia (ASAG) dell’Università Cattolica per una azione di  monitoraggio e valutazione dell’efficacia dell’intervento coordinata Caterina Gozzoli e Chiara Corvino.

In attesa degli esiti del lavoro di ricerca-azione possono già essere evidenziati due aspetti di estremo valore del progetto: il coinvolgimento in un’attività comune di molteplici attori che raramente si rileva  (i giovani ragazzi di Nisida, altri giovani della città di Napoli, gli operatori di polizia penitenziaria e società sportive del territorio); la costruzione, fin dall’inizio del progetto, di un gruppo di lavoro con gli allenatori, gli operatori e i ragazzi, accomunato dalla volontà di riflettere sulle attività in campo, per monitorare gli aspetti di miglioramento e gli esiti di quanto svolto.

Dopo l’esperienza di Nisida, lunedì 8 marzo, Zona Luce sarà avviato anche presso il carcere minorile di Casal del Marmo (Roma) e, nelle prossime settimane, nelle analoghe strutture di Torino e Milano.

(fonte by: www.figc-rete.it)

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