13 Febbraio 2021

Prende sempre più piede l’ipotesi blocco annate giovanili

Una proposta che in Basilicata, diretta al Presidente della Lega Nazionale Dilettanti, è partita da tempo, per mano di Cristian Casella, DT del settore giovanile del Moliterno, e che adesso ha preso sempre più campo, sul territorio nazionale, fino all’ulteriore dettagliata ipotesi di blocco annate per le categorie agonistiche di tutte le competizioni e le scuole formative giovanili nazionali, a partire dalle classi 2006, fino agli Under 17, di classe 2004, per una stagione di recupero formativo, che è stata avanzata da Stefano Fiorini, toscano, ex Presidente dell’Aipac (l’associazione italiana dei Preparatori Atletici).

Ecco tratto direttamente dal sito web, di Friuli Gol, l’articolo-intervista integrale, in cui il tecnico toscano, specifica i motivi ed i contenuti dell’ipotesi di blocco annate:

Stefano Fiorini, 60 anni, fiorentino, è un personaggio molto conosciuto nell’ambito calcistico nazionale. Per lui parla la sua carriera visto che è considerato uno dei migliori preparatori atletici italiani (ha lavorato tra l’altro per Empoli, Cagliari, Fiorentina ed è stato presidente della relativa associazione nazionale di categoria, l’Aipac). 

Oltretutto è padre di tre figli maschi ed una femmina, Diletta, e sta vivendo il profondo disagio che i ragazzi stanno subendo: “Loro soffrono. Sono nel fiore della loro vita e sono come spugne, assorbono tutto. Ora hanno bisogno di ”acqua”, di nuova linfa per tornare a sorridere. Chi restituirà loro le partite non giocate in tutti questi mesi? Quante ore di calcio gli mancheranno?”

Fiorini ha fatto dei calcoli: “I ragazzi della categoria Allievi hanno perso mediamente 400 ore di allenamento, gli Juniores 500, i Giovanissimi 320. Non si può fare finta di niente. Ore di training e di formazione che, a causa della pandemia, si sono irrimediabilmente perse proprio nel momento in cui le spinte evolutive della crescita amplificano gli stimoli allenanti. Va bloccata di un anno l’attività giovanile per tentare di recupere le stagioni perse che a questo punto sono quasi due. Con tutto il rispetto sento parlare di Eccellenza e del dibattito che si è acceso. L’argomento vero è quello del calcio giovanile e di un sistema che va ripensato, altrimenti i danni saranno inevitabili”.

Così si è messo a studiare una proposta che ha inviato al segretario del settore giovanile della FIGC Vito Di Gioia: “Innanzitutto devo dire che l’ho discussa con gli amici di “Calcio in Rete” che l’hanno condivisa e sposata in pieno. Come pure con il presidente regionale della Toscana Paolo Mangini. E’ chiaro che siamo in un momento di elezioni e sappiamo come vanno le cose in Italia. Il Settore Giovanile e Scolastico dovrà valutarla e se l’accetterà dovrà essere ratificata dal Consiglio Federale che poi dovrà modificare le N.O.I.F. Spero proprio che la burocrazia non fermi questa cosa. Mi sono informato in giro, mi sono confrontato con diverse persone, anche in ambito UEFA e mi è stato confermato che l’organizzazione dei campionati nazionali è di competenza delle singole Federazioni”.

Ma in cosa consiste la proposta di Stefano Fiorini? “Provo a sintetizzarla, premettendo che si entra in un aspetto biologico e su quanto sta mancando ai nostri ragazzi in questa fase di stop: mi riferisco alle conoscenze motorie e alla spinta bio fisiologica che produce l’allenamento. Va così bloccato “l’orologio biologico”, altrimenti il rischio è di avere una generazione ferma con 12-15 mesi di mancate esperienze motorie. Si è interrotta la loro crescita. Sto leggendo in questi giorni che il nuovo presidente incaricato Draghi avrebbe già accennato al fatto che la Scuola proseguirà fino al 30 Giugno: ecco questo è un messaggio subliminale bellissimo. I nostri ragazzi hanno perso tanti mesi e devono recuperare”.

Ma come? “Voglio fare un’altra precisazione e per questo, entro ancora più dettagliatamente nell’aspetto tecnico. I ragazzi che escono dal settore giovanile cambiano anche i contenuti dell’allenamento in maniera sostanziale. Se non blocchiamo le cose, c’è il rischio che si trovino completamente impreparati. Non credo che l’introduzione del campionato Under 18 possa aiutare a recuperare. Nel mio documento ho pensato di bloccare l’età e le quote, per cui nella prossima stagione lascerei inalterati gli anni per Allievi (2004), Allievi B (2005), Giovanissimi (2006) e Giovanissimi B (2007) e farei nascere una nuova categoria, quella dei Giovanissimi C riservata ai 2008 che rimarrebbe a ponte tra l’attività di base (Scuola Calcio) e l’attività giovanile. In questo modo, i nostri ragazzi avrebbero la possibilità di permanere un anno in più nelle categorie giovanili, allenandosi e giocando con i contenuti e le finalità proprie dell’attività giovanile. Per le annate precedenti lascerei scalare come avviene normalmente. Questa “riforma” dovrebbe essere mantenuta per almeno tre/cinque stagioni, per poi tornare gradualmente alla normalità”.

Fiorini fa anche altre considerazioni: “Pensate ai ragazzi del 2004: gli si è tolta la possibilità di disputare il campionato più bello dell’Attività giovanile, quello Allievi. Stesso discorso per i 2006 nei Giovanissimi. Quanto all’idea di far nascere il campionato Under 18 per i 2004, c’è il rischio concreto che molte società non lo facciano o che non sia “allenante”, magari con campionati con grandi disparità tecniche tra una squadra e un’altra. E poi c’è il problema dell’abbandono precoce. Servono decisioni e anche urgenti. Non voglio dire che la mia proposta non sia perfettibile o modificabile, ma credo in ogni caso che meriti una riflessione e possa aprire il confronto e il dibattito”.

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