di Marcello Milazzo
Final Six Under 17: Lykos – Grifone 2-2

L’undici della Lykos U17, sceso in campo nell’ultimo turno della Final Six
Giunti dove non ti saresti mai aspettato di arrivare, i ragazzi, lupi o lupetti che siano, della Lykos Under 17, di Leo Guaita, che dopo un percorso che sembrava ormai stregato in passato per molte squadre lucane, sono riusciti nell’impresa di approdare alle Final Six, dopo aver eliminato le campionesse di Sicilia e Calabria, con lo storico primo successo in terra calabrese, per poi ripetersi andando a vincere nel Triangolare successivo, in terra pugliese stavolta, e poi nel confronto diretto per l’accesso alla finalissima, lottare per molti tratti alla pari della corazzata romana del Grifone.

La bandiera del Grifone, che campeggia alla fine della partita
Squadra laziale, quella di Giovanni Greco, che non ha difatti smentito le attese, completa in ogni reparto, che ha impressionato decisamente per le sue trame di mediana ed offensive, con i vari Serpente, Notarianni, Zero, Cinciu e La Rosa, protagonisti di spessore del match e dell’intero cammino in questo campionato. A controprova questo, del valore della prestazione sfoderata dall’undici lucano, che ha saputo contrapporsi e mettere paura al Grifone, con la sua nota resilienza, e la capacità di capovolgere molto spesso gli esiti dei match proprio nei finali.

Duello tra Serpente e capitan Montano
Ed anche stavolta, illudendo di uno stravolgimento dei pronostici iniziali, il gruppo guaitiano, senza timori riverenziali, pur sotto meritatamente per 0-2, ha sfoderato i suoi proverbiali rush finali (che gli avevano permesso ad esempio di recuperare due reti all’A. Palermo, col 3-3 che era valso proprio la qualificazione alle Final Six), e in quel di Tolve, si è sperato in un clamoroso nuovo miracolo in direzione Bellaria (dove si svolgerà la finalissima), con Montano in veste d’attaccante, e Di Grazia in zuccata da bomber, che hanno acciuffato il 2-2 a pochi minuti dal termine.

Esultanza romana al fischio finale, davanti ai sostenitori grifoniani
Ma il pari, seppur risultato importante, non bastava per completare la nuova impresa, così si è assistito agli ultimi palpitanti otto minuti (recupero compreso), in cui la compagine romana ha cominciato a scricchiolare sotto le folate di una Lykos ancora più che viva, fino all’ultima emozione al 94′, quando un pallone giunto a Taddonio, ha visto l’esterno entrare in area repentino, e dopo un breve controllo calciare quasi sfinito, oltre il palo sinistro di Lattuada, ricacciando in gola l’urlo dei sostenitori lucani accorsi al San Rocco.

Consulto d’analisi del match, tra Mister Leo Guaita, ed il padre Cristian, Coord. Tecnico U17
Non è chiaro se questa forza d’animo dell’undici potentino/tolvese, che ha caratterizzato un’intera stagione, sia dovuta maggiormente alla mentalizzazione all’obiettivo, creata dal suo staff, o da un fondo atletico decisamente superiore alla media (il Preparatore Atl. Diego Garrido è sempre stato sul pezzo), ma il dato di fatto è che non sia certo casuale, la capacità del gruppo di chiudere al meglio ogni partita, proprio nel finale, oltre che naturalmente aver notato il crescendo ed il miglioramento squisitamente calcistico dei ragazzi, a vista d’occhio, durante il corso della straordinaria annata.

Avanzata di L. Lavecchia sul versante di destra
Eliminata dal Grifone si, ma solo per la differenza reti, avendo chiuso con quattro punti alla pari dei romani, il triangolare di Final Six, con il secondo posto in classifica che comunque, le garantisce il terzo posto virtuale nazionale, visto che la Ferrini Cagliari è finita seconda ma con due punti, nell’altro girone che ha decretato il Piacenza come seconda finalista U17. Terzo posto nazionale, che parlando di una squadra lucana, mette i brividi al sol pensarci, a testimonianza comunque di quanto stia crescendo pian piano anche l’intero movimento giovanile lucano.

Foto prepartita del Grifone Calcio Under 17
Un 3-4-3 che ripiegava nel 5-4-1, era il modulo e l’atteggiamento guardingo scelto per la Lykos da Mister Guaita, consapevole della forza avversaria, da non tentare almeno inizialmente di controbattere con atteggiamenti spregiudicati, con Dema, Montano e Telesca A., coadiuvati in fase difensiva, dai ripiegamenti di Lavecchia e Zirpoli, mentre il 4-3-3 del Grifone, vedeva il play Natarianni dettare legge a centrocampo, ed alimentare con il lavoro dei sopra le righe La Rosa e Cinciu, le puntate ed il potenziale offensivo di Serpente e del centravanti Zero.

Esultanza di Serpente, dopo la sua rete d’apertura al 17′
E proprio la forza offensiva dei due, davano il la, alla situazione di vantaggio dei romani nel primo tempo, ed in due minuti tra il 16′ ed il 17′, prima sfiorano il vantaggio con Zero, che conclude alto sull’uscita di Parrella, e poi colpiscono con una nuova azione veloce di rimessa, in cui Serpente, elude con il suo scatto, la doppia marcatura di Dema e Lavecchia, entra in area da sinistra, e conclude con un “colpo da biliardo”, mandando la sfera a baciare chirurgicamente il palo opposto, prima di concludere la sua corsa sul fondo del sacco.

Cinciu libera di testa la sua area
La pericolosità del Grifone, si riafferma prima dell’intervallo, al minuto 39, discesa e cross da sinistra, di un altro emergente “rapace”, il terzino Vicini, e nuovamente Serpente gira di controbalzo verso il palo lontano di destra, e stavolta è Parrella in tuffo, a negargli la doppietta. Ancora Serpente, fa tremare la porta likossiana al 5′ della ripresa, con un fendente da destra che scheggia la traversa, preludio al raddoppio del 14′, quando Notarianni, con tecnica e caparbia, si sbarazza di Zirpoli da sinistra, e crossa radente, per il puntuale tapin da centroarea, del prestante Zero.

Montano fa ripartire la manovra della squadra lucana
Dalla metà della ripresa in poi però, si denota progressivamente come detto, l’invidiabile fondo atletico e mentale dei lucani, che prima al 27′ concludono alto con Taddonio da centro area, dopo un bel cross di Monaco da sinistra e velo di Montano spostato adesso da centro boa. Ed è difatti proprio il difensore bomber Montano, nell’inedito ruolo di attaccante, ad accorciare le distanze al 31′, quando servito da Franco, scatta tra i due centrali romani, ed entrato in area, supera Lattuada con un preciso tocco alla sua sinistra.

La punizione, da cui scaturisce all’86’. la rete del 2-2 di Di Grazia
Inerzia del match adesso, spostata verso il fronte Lykos, e Grifone che sembra in affanno sul forcing della squadra di Guaita, che al 41′ ottiene addirittura il pareggio, sfruttando una palla da fermo, specialità della casa, con punizione dalla trequarti calciata da Taddonio, sulla cui triettoria in area, svetta il non certo marcantonio, ma gladiatorio Di Grazia, che la spizza di testa, e la manda ad infilarsi nell’angolo sinistro della porta romana. Poi al quarto minuto di recupero, nell’assedio finale, il predetto match point di Taddonio, che tira a lato da buona posizione.

Rammarico lucano, per essere stati ad un passo dall’impresa epica
A fine partita, regnava per i ragazzi lucani, da un lato il rammarico per l’occasione storica di un approdo alla finalissima nazionale, soprattutto per via dell’andamento in rimonta ed il finale in grande crescendo contro una corazzata come la campionessa del Lazio, e dell’altro la consapevolezza di un cammino straordinario, in cui si è riusciti ad annullare il gap pregresso, con realtà da numeri e valori notoriamente molto più elevati, e resteranno impresse nella memoria difatti, le partite di Reggio Calabria e di Lequile, e le splendide rimonte casalinghe contro l’Athletic Palermo e la Grifone, con quest’ultima però, che ha negato uno storico ultimo atto, solamente per via della differenza reti.
Lykos – Grifone Roma 2-2 (0-1)
Lykos: 23 Parrella, 2 Telesca A., 11 De Luna (30 Monaco), 20 Di Grazia, 25 Dema, 6 Montano, 17 Zirpoli (33 Curcio), 8 Ciufo (7 Lavecchia C.), 18 Franco, 10 Taddonio, 29 Lavecchia L. (9 Acerenza); Altri in panchina: 1 Telesca V., 3 Sorrentino, 5 Albano, 19 Cenci, 22 Chiriac; Allenatore: Leo Guaita
Grifone: 1 Lattuada, 19 Voto, 3 Vicini (2 Cardillo), 4 Notarianni, 5 Veroni, 6 Castellana, 17 Vermicelli (8 Amato), 21 La Rosa (13 Malfe), 9 Zero (30 Fiorentini), 10 Serpente (7 De Angelis), 23 Cinciu; Altri in panchina: 99 Lombardo, 11 Scribano, 16 Buccioni, 24 Gasperoni; Allenatore: Giovanni Greco
Arbitro: Carmine Laudadio sez. Matera; Assistenti: Ricordino Maffia e Luca Vatiero sez. Agropoli
Reti: al 17′ Serpente (G), al 59′ Zero (G), al 76′ Montano (L), al 86′ Di Grazia (L)
Note: Clima molto caldo e Cielo poco nuvoloso; Spettatori: circa 200; Ammoniti: Zirpoli e De Grazia (L); Espulso: Cenci (L)